La misteriosa orfana Esther è la chiave di lettura di questo thriller/horror spagnolo che cerca di mettere in contrapposizione l’innocenza e l’ingenuità tipica infantile con la crudeltà che qualsiasi creatura può celare dentro di sè. La storia, apparentemente molto semplice e per nulla emozionante, vede la triste vita dei ricchi coniugi Coleman, che dopo aver perso durante il parto la figlia,decidono di colmare quel vuoto con l’adozione di una meno fortuna bambina. Esther sembra in apparenza la creatura perfetta a cui donare attenzioni e amore : è intelligente e ha un forte senso artistico che la rende speciale. Ovviamente, durante il suo soggiorno nella nuova casa accadono fatti inspiegabili e terribili, facendo supporre che la realtà è ben diversa e che l’idea angelica della bambina è molto lontana dal suo vero personaggio. Come in un qualsiasi film dell’orrore la madre si riscopre anche abile detective , indaga sul passato della nuova figlia litigando con tutti coloro che cercano di allontanarla dall’obiettivo finale accusandola di allucinazioni e paranoie. Negli ultimi dieci minuti della pellicola si scopre quello che si definisce “il classico colpo di scena” che dovrebbe consolare dall’aver speso inutilmente i soldi del biglietto.
Ma,purtroppo,questo finale a sorpresa non riesce a soddisfare lo spettatore: la storia rimane piatta e lenta, non coinvolge, i pochi attimi di suspense vengono subito mostrati fasulli con l’abituale porta o finestra chiusa di scatto. La noia rimane predominante,e nonostante la sconvolgente realtà su Eshter, rimane un qualsiasi film di serie B che ha per protagonista l’ennesimo bambino dannato.
Martina Pellecchia
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